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Zio Paperone e la ricerca di Kalevala

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Zio Paperone e la ricerca di Kalevala
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Informazioni generali
Nome originale:The quest of Kalevala
Codice Inducks:D 99078
Prima uscita:10 novembre 1999

(Danimarca)

Prima uscita italiana:gennaio 2001

Zio Paperone 136

La storia
Personaggi principali:
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:Egmont


"Del Lago Alue il fuoco al nebbioso monte io portai, sicché la via mostrasse col suo bagliore a chi smarrito s'era - perché cercate dunque voi il vecchio e risoluto esule sciamano di Kaleva?"
Paperone posseduto da Vainamoinen.

Zio Paperone e la ricerca di Kalevala (The quest of Kalevala) è una storia a fumetti di trentatré pagine sceneggiata e disegnata da Don Rosa, pubblicata per la prima volta in Danimarca il 10 Novembre 1999 nel mensile Anders And & Co. , mentre in Italia su Zio Paperone 136 del gennaio 2001.

È liberamente ispirata al poema finnico Kalevala, una raccolta di leggende tramandate oralmente ed in seguito riportate per iscritto da Elias Lonnrot nel 1849[1]. In Finlandia questa storia, proprio perché tratta dall'epopea nazionale, ha battuto ogni record di vendite al suo esordio[2].

Nella storia compaiono anche i protagonisti del poema epico (la strega Louhi, il mago Vainamoinem e il fabbro Ilmarinen), che si esprimono con la metrica Lönnrot, il verso poetico utilizzato nell'originale Kalevala[3].

TramaModifica

La storia ha inizio nel Deposito: Paperone nel riesumare il suo kit da lustrascarpe, che utilizzava in Scozia da bambino, trova un suo vecchio messaggio risalente a quel periodo. Racconta ai nipoti che un giorno, mentre lavorava duramente, dovette incatramare delle scarpe ad uno studioso di folkore finnico che, a lavoro ultimato, lo ripagò proprio con una moneta filandese.

Furibondo per l'imbroglio, il giovane Paperone inseguì l'uomo per farsi ripagare e gli strappò una pagina del diario che portava con sè scrivendo l'ammontare del debito con la promessa di restituirgli la pagina una volta estinto. Ciò non fu però possibile perché a Paperone fu negato l'accesso all'Hotel di Glasgow in cui l'uomo gli diede appuntamento per ripagarlo.

Leggendo il nome dell'uomo nel retro del manoscritto e contemporaneamente consultando il Manuale delle Giovani Marmotte, Qui, Quo e Qua scoprono che si trattava di Elias Lonnrot, il creatore del poema epico filandese Kalevala, il cui tema centrale era la ricerca del Sampo, un magico mulino capace di produrre eterna prosperità divisa in tre giri : il primo giro avrebbe prodotto grano, il secondo sale ed il terzo monete d'oro.

Quest'ultimo punto cattura immancabilmente l'attenzione di Paperone, che in fretta e furia organizza una spedizione per la Finlandia. Dopo aver restituito al direttore del Museo di Letteratura la pagina mancante, Paperone ottiene il permesso di guardare la copia originale del poema Kalevala apprendendo la storia del mito : lo stregone Vainamoinen creò per la strega Louhi un talismano capace di donare eterna ricchezza ed affidò a suo fratello, il fabbro Ilmarinen il compito di costruire il Sampo.
Louhi però lo rinchiuse nella sua terra di Pohjola rifiutandosi di dividere il suo dono con il regno di Kalevala; per recuperarlo indietro, Ilmarinen costruì per Vainamoinen un'arpa detta Kantele ricavata dalla mascella di un luccio. Lo stregone, accompagnato da molti guerrieri, riuscì a riprendersi il Sampo ma Louhi scatenò potenti magie per bloccare la loro fuga e ciò diede vita ad una spaventosa battaglia tra mostri ed eroi.
Durante la lotta Vainamoinen perse la sua arpa Kantele in mare ed il Sampo andò distrutto, In seguito Vainamoinen recuperò i pezzi del prezioso strumento con l'intenzione di ricreare un giorno il Sampo.

A questo punto Paperone decide di mettersi in marcia verso il promontorio delle nebbie portandosi dietro Paperino ed i nipotini: durante il cammino si imbattono in un vecchio montanaro che, non appena viene a conoscenza della ricerca di Paperone, gli indica la via per raggiungere il promontorio rivelando l'esistenza di un antico faro che si mostrerà loro a tempo debito.

Seguendo il percorso indicato, i nostri scalano il promontorio e nel mezzo di una violenta tormenta l'antico faro compare dinnanzi a loro: una volta entrati trovano una spada piantata sulla pietra del tutto identica a quella dell'illustrazione del libro, ma non appena Paperone ci poggia sopra la mano, viene posseduto dallo spirito di Vainamoinen. Dopo lo smarrimento iniziale, i nipotini cominciano ad interrogarlo, apprendendendo così che i suoi poteri l'hanno abbandonato con la perdita della sua Kantele.

Quando Paperino gli chiede se possono aiutarlo a cercare l'arpa, lo sciamano risponde che essendo persa nelle profondità del mare nessuna creatura può recuperarla tranne l'intrepido Papero Blu, attraverso l'aiuto di un rastrello acquatico forgiato da Ilmarinen.
Così i nipotini portano un riluttante Paperino, che guarda caso è vestito proprio di blu, verso la scogliera per fargli rastrellare il fondo dell'oceano, ma il papero non riesce nell'impresa.

A questo punto Vainamoinen decide di invocare suo fratello Ilmarinen attraverso l'essenza vitale di Paperone, spezzando poi il collegamento con lui. Tuttavia invece del creatore del Sampo viene richiamato Archimede direttamente dal suo laboratorio di Paperopoli. Paperone lo spinge a toccare la spada e l'inventore riceve le direttive su come operare per ricreare il Sampo, i cui pezzi non sono altro che i metalli arrugginiti conservati dentro la torre del faro.

Durante la notte il Sampo viene ricostruito ma, quando Paperone prova a girare il manico, non succede niente: per continuare a comunicare con Vainamoinen, stavolta tocca a Paperino toccare la spada e lo stregone racconta loro che il perno d'oro del Sampo venne portato via dalla strega Louhi. Lo stregone mette a disposizione la sua nave per raggiungere Tuonela, il mondo sotterraneo ed il reame dei dormienti in cui si è rifugiata la strega. 

Arrivati alle soglie di Tuonela, Paperone lascia Archimede ed i ragazzini a guardia della nave portando con sè solo Paperino ed all'ingresso trovano ad accoglierli Tuoni, il Signore delle Tenebre. Il guardiano, consultando il suo Libro del Sonno, inizialmente rifiuta di far entrare Paperone non essendoci il suo nome presente all'interno ma, trovando scritto quello di Paperino "grande devoto del sonno", permette ad entrambi l'accesso al suo regno.

Entrati nella cripta di Louhi, Paperone riesce a raggirarla per ottenere il perno, ma una volta impadronitosene la strega capisce le sue reali intenzioni costringendoli ad una fuga precipitosa verso la nave. La strega, utilizzando l'essenza vitale di Paperone, richiama a sé Amelia perché l'aiuti a recuperare ciò che è suo.
Trasformata in un mostro alato, Amelia raggiunge la nave e, dopo una dura lotta, Paperino cade in mare, ma avendo in mano il randello riesce a recuperare la Kantele. Con una mossa disperata, Paperone riesce a far suonare l'arpa e Vainamoinen viene finalmente invocato.

Con una potente spada forgiata da Ilmariner, lo sciamano neutralizza Amelia che ritorna al suo aspetto normale ma, impadronitasi della Kantele, invoca Louhi che, dopo aver risvegliato il mostro marino Iku Turso, fugge con l'arpa. Paperino si lancia coraggiosamente al suo inseguimento riprendendosi la Kantele, riuscendo a far tornare il mostro nelle profondità marine e togliendo i poteri a Louhi.

Nel frattempo Paperone in preda al delirio continua a girare il manico del Sampo producendo oro a palate e solo dopo che Vainamoinen suona la sua arpa smette perché rimane ipnotizzato dalla bellezza della musica: la nave non riesce più a reggere il peso dell'oro e per evitare che affondi lo sciamano le fa spiccare il volo, come nella fine del poema.

Paperino e Qui Quo Qua saltano giù per far ritorno al mondo reale ma Paperone resta saldamente aggrappato al manico del Sampo perché non vuole rinunciare al tesoro più grande che abbia mai trovato; Vainamoinen, per via delle somiglianze tra loro come l'amore per le terre del ghiaccio e della neve e per il grande nord gli chiede se è davvero disposto a seguirlo per Kalevala per ottenere la prosperità eterna, ma abbandonando un amore perduto (Doretta Doremì) che ancora lo aspetta. Al rifiuto di Paperone, lo stregone lo spedisce in Finlandia dove i nipoti lo stanno aspettando.
Il mago permette a Paperone di conservare il manico del Sampo per ricordargli sempre il motivo per cui ha scelto di tornare indietro. 

AnalisiModifica

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Epilogo realizzato per la versione finlandese

  1. Nella sua opera Don Rosa sottopone spesso Paperino ad un trattamento molto duro, in questa avventura il papero viene invece valorizzato con un ruolo di primo piano, centrale per la risoluzione della vicenda;
  2. Nell'albo viene citata la serie televisiva di spionaggio Get Smart (1965), quando un passante afferma; "Questa è la seconda rana più grande che abbia mai visto". Non si tratta di un'autocitazione alla striscia a fumetti Capitan Kentucky realizzata dallo stesso Rosa[4];
  3. Nell'edizione finlandese è stata aggiunta una tavola di epilogo in cui Tuoni (Morte) riporta la tuba a Paperone, per poi essere scacciato, dopo aver chiesto un pagamento per rispondere se fosse possibile portare la propria fortuna nell'Aldilà[3]. Questa tavola non è presente nella traduzione italiana[5];
  4. Il vecchio montanaro suona le note d'apertura del poema sinfonico Finlandia op.26 n.7 di Jean Sibelius, mentre la strega Louhi quelle della Cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner[3];

NoteModifica

  1. [1] Kalevala - Wikipedia.it
  2. [2] Zio Paperone e la ricerca di Kalevala - Losciacalloelettronico.it
  3. 3,0 3,1 3,2 [3] Zio Paperone e la ricerca di Kalevala - Wikipedia.en
  4. [4] Intervista a Don Rosa - Nafsk.se
  5. [5] Vedi Zio Paperone 136 (2001)

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