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Villa di Manny
Villa Manny

immagine presa dal primo episodio della saga Nello specchio[1]

Informazioni generali
Stato:Mondo dell'impossibile, Monstropoli
Abitanti
Fumetti
Creato da:
Prima comparsa:Nello specchio


La villa di Manny è l'abitazione privata del suddetto personaggio, localizzata nel Mondo dell'impossibile a Monstropoli. L'abitazione viene abitata da Manny e dalla sua servitù oltre che dalla sua piantina domestica.

StrutturaModifica

La villa è un grosso maniero dall'aria spettrale situato su due piani più un terzo aggiuntivo dove si trova la soffitta, abbastanza polverosa, dove al suo interno ci sono un sacco di cimeli e vecchi bauli ben sigillati. La villa gode di ampie finestre situate lungo le numerose stanze. All'esterno anziché il solito giardino troviamo un cimitero privato da percorrere prima di arrivare alla piccola rampa di scale che porta alla porta principale della villa. Fuori dalla villa si possono notar alcuni alberi spogli.

Gli interni della villa sono arredati in stile gotico con moltissimi soprammobili dall'aspetto inquietante. La villa è dotata di ogni tipo di stanza: nella parte inferiore vi è la sala da pranzo, la cucina e un po di stanze come ad esempio la biblioteca. Al piano superiore possiamo trovare ancora stanze spesso adibite per gli ospiti, come quando la proprietaria organizza la contesa tra gli scrittori[2], l'ufficio di Manny e le stanze dove dormono i residenti della villa. La casa possiede anche un'ampia cantina.

OriginiModifica

Nella storia il Sotterraneo il prozio Wilbur racconta che la collina in cui sorge la villa un tempo era il luogo più spaventoso di tutto l'impossibile. Li sorgeva infatti il tempio di Arkhot il crudele, un essere malvagio in grado di evocare ogni genere di malvagità attraverso un varco segreto. Un giorno Arkhot fu finalmente sconfitto ma la sua astuzia gli permise, prima dell'ultimo scontro, di sigillare il sotterraneo in cui nascose le sue armi segrete. Arkhot venne poi sigillato nella torre da Wilbur in persona ma tale mostruosità, nonostante ormai sconfitto, continuò a rappresentare ugualmente una minaccia poiché promise che un giorno la sua arma più potente si sarebbe attivata da sola. In molti cercarono il sotterraneo sigillato senza mai trovarlo. Come ultima speranza Wilbur fece costruire proprio dove sorgeva il tempio di Arkhot la villa in modo che qualcuno della famiglia avesse avuto la possibilità di fermare il malvagio stregone qualora la minaccia si fosse ripresentata.

NoteModifica

  1. Vedi Nello specchio, (2002)
  2. Vedi La contesa, (2002)