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Topolino è la città taciturna
Topolino e la città taciturna

Copertina di Topolino 2640, in cui è contenuta la storia

Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2640-7
Sceneggiatura:Casty
Disegni:Casty
Inchiostri:Sandro Zemolin
Prima uscita:29 Giugno 2006
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:34
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia


"Il coraggio?! Se siete convinti delle vostre idee, lo troverete strada facendo! È già successo altrove in passato! E quindi, l'unica cosa che in realtà vi manca è...un leader!"
Topolino

Topolino e la città taciturna è una storia di Casty pubblicata su Topolino 2640 del 29 giugno 2006. Il protagonista è, come nella grande maggioranza delle storie dell'autore, Topolino.

Trama Modifica

Topolino si trova in Europa per una breve vacanza. Mentre ammira la natura Minni lo chiama al cellulare per chiedergli di spedire le cartoline che ha comprato; Topolino, che ha ancora le cartoline con sé, si mette in marcia verso l'aeroporto, ma la sua macchina si trova senza benzina.
Cercando un distributore sulla carta scopre che il più vicino si trova nel "Principato di Farbaldoria". A causa della forte pendenza la sua macchina comincia a scivolare proprio in direzione del principato. Durante la discesa un autostoppista sale sulla macchina, ma appena venuto a conoscenza della destinazione decide di scendere al volo, dicendo:

"F-Farbaldoria? Taciturnia, volete dire! G-Grazie lo stesso, io scendo qui!"
Autostoppista

Finita la discesa Topolino si trova effettivamente davanti al confine di uno stato chiamato Taciturnia.

Topolino chiede agli abitanti della città l'ubicazione della pompa di benzina, ma non appena apre bocca tutti fuggono terrorizzati. Il topo cerca di richiamare l'attenzione di qualcuno suonando il clacson, e subito gli si avvicina un uomo allarmato che lo avverte dell'imminente venuta delle guardie, soldati con in testa un copricapo su cui compaiono frasi, seguite da strani macchinari chiamati Leggiadroni. Questi distruggono la macchina di Topolino.
Dopo essere scampati all'arresto nascondendosi in un laghetto, Topolino ed il suo salvatore raggiungono la casa dell'uomo, in cui, essendo insonorizzata, si può parlare liberamente. Topolino chiede spiegazioni, e l'uomo comincia a raccontare la storia del luogo:

Un tempo esso si chiamava Farbaldoria, il Paese dell'allegria e dell'ospitalià, in cui schiere di turisti venivano a divertirsi. Tuttavia un giorno salì al trono il principe Tacitus I, che, a causa delle forti emicranie, fece costruire un sistema che limitasse le emissioni sonore, un macchinario chiamato Decibelion, e istituì il corpo dei Leggiadroni. Le emicranie del principe persistevano, ed egli abbassava ogni giorno la tolleranza di emissioni sonore, finché non si giunse al regime di silenzio totale. A causa della ghiaia che ricopriva il cortile in cui è contenuto il Decibelion nessuno poteva più avvicinarvisi senza emettere onde sonore. Da quel giorno Farbaldoria diventò Taciturnia.
Finito il racconto l'uomo rivela di chiamarsi Milius, e di essere l'ex inventore di corte e fratello del principe Tacitus I. Milius promette a Topolino che rimedierà ai propri errori.

Il giorno seguente Milius porta Topolino a visitare Taciturnia, dove per esprimersi la gente parla con cartelli contenenti le frasi standard. Le guardie, chiamate Silenziotti, indossano un copricapo che visualizza i pensieri (anch'esso inventato da Milius). In seguito l'inventore porta Topolino in una casa dove un gatto antropomorfo di nome Joel gli mostra "L'ultimo angolo di Taciturnia dove si possa ancora far baldoria!", un ritrovo di complottisti contro il principe. Joel mostra al topo di avere sufficenti uomini e mezzi per effettuare il colpo di stato, asserendo però che esso sia infattibile a causa del poco coraggio dei suoi concittadini. Topolino allora afferma che se davvero credessero nelle loro idee troverebbero il coraggio stada facendo, e che l'unica cosa che manca ai rivoluzionari è un leader. Gli abitanti di Taciturnia insistono, allora, affinché Topolino diventi la loro guida. Il topo accetta, a patto che la rivoluzione sia pacifica.

Topolino, Milius e Joel vanno a palazzo, passando prima per il mercato, dove Joel fa la spesa. Una volta arrivati al cospetto del principe, Joel inciampa su un tappeto e si scontra con Topolino, mescolando i cartelli senza che nessuno se ne accorga, così il discorso, che in origine era:
"O magnanimo Sire! Sappiamo che siete affetto da brutte emicranie, ma voi non capite che in questa maniera il Vostro popolo soffre? Siamo qui per dare un segno di civile protesta alla Vostra politica del silenzio!"
Discorso originale
diventa:
"O magnanimo Sire! Sappiamo che siete...UN MEZZO SALAME...ma voi non capite...UN CAVOLO...Siamo qui per dare...UN BUON PUGNO...alla Vosta...ZUCCHINA SENZA SALE"
Discorso inavvertitamente mischiato con la lista della spesa

Tacitus, indispettito, fa arrestare i tre cospiratori. In cella chiede loro se il popolo è davvero scontento di lui, asserendo che anche se volesse disattivare il Decibelion non sarebbe possibile a causa della troppa sensibilità del macchinario. Infastidito dalle continue risposte a tono di Topolino, il principe si congeda chiedendosi se il topo sarebbe ardito nell'agire quanto lo è nel parlare.

Topolino dichiara di avere un'idea per disattivare il Decibelion, e cerca di capire come uscire di cella, quando Milius gli fa notare che la porta è rimasta aperta. I tre si aggirano per il castello nel tentitavo di trovare gli strumenti per mettere in pratica il piano, e li trovano tutti in bella vista, con la sagoma di Tacitus che si intravede fuggire.

Arrivati nel cortile del Decibelion i tre attaccano, mediante una ventosa ed una balestra, una fune alla macchina, e Topolino cerca di raggiungere l'interruttore di reset con l'aiuto di una pertica, ma proprio quando è ad un passo dalla meta il suo telefono squilla: è Minni che desidera sapere se il suo fidanzato abbia spedito le cartoline. Le suddette volano di tasca a Topolino durante la caduta egli attira su di sé tutti i Leggiadroni, che cercano di annientarlo, finché l'attenzione dei robot non si focalizza su qualcos'altro: le cartoline, incastratesi nelle ventole del Decibelion, producono un forte rumore, e i Leggiadroni si scagliano, proprio contro la macchina che li comanda. Una volta distrutto il Decibelion anche i Leggiadroni si disattivano, ponendo fine all'era del silenzio.

Nel corso della festa per il ritorno dei suoni Tacitus, seppur riabilitato dell'aver aiutato a distruggere la macchina, decide di abdicare e passare il trono al fratello Milius. Nell'atto di togliersi la corona scopre che era proprio quella a dargli l'emicrania! Il principe Milius si limiterà ad indossarne una più larga, invitando Topolino a tornare nella città, qualora avesse avuto voglia di far baldoria.

La storia si chiude a Topolinia, con Topolino che racconta la sua avventura alla fidanzata, delusa però dal fatto che non abbia ricevuto le cartoline.

AnalisiModifica

Il fatto che la causa di tutti i problemi della città-stato sia da imputare ad un mal di testa può essere letto come una satira verso i governi capricciosi che, per motivazioni futili, creano grattacapi al popolo. La scoperta che l'emicrania fosse dovuta alla limitata larghezza della corona enfatizza il tutto, in quanto rivela che al principe sarebbe bastato togliersi il copricapo invece di imporre il silenzio assoluto rendendo la vita impossibile ai sudditi.

RistampeModifica

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