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Paperino originale Questo è un articolo dal contenuto originale

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Paperino e il ventino fatale
Copertina shacktown

Copertina di Carl Barks per Almanacco Topolino 1953 (Stati Uniti)

Informazioni generali
Nome originale:A Christmas For Shacktown
Codice Inducks:W OS 367-02
Sceneggiatura:Carl Barks
Disegni:Carl Barks
Prima uscita:gennaio 1952
Prima uscita italiana:gennaio 1952
La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:32
Lingua originale:Inglese
Casa editrice:The Walt Disney Company


Paperino e il ventino fatale, o anche Paperino e il trenino della felicità, (in originale Donald Duck - A Christmas for Shacktown) è una storia di Carl Barks del 1952, una delle più famose prodotte dall'Uomo dei paperi. Secondo la classifica del COA la storia è 5 su 24007.

TramaModifica

Qui, Quo e Qua, tornando da scuola, attraversano il quartiere di Shacktown, il quartiere povero di Paperopoli, dove, nonostante l'approssimarsi delle festività natalizie, i bambini hanno uno sguardo triste ed abbacchiato: per Natale, infatti, sotto l'albero non troveranno alcun regalo.

Tornando a casa, i tre paperetti incontrano Paperina che decide di aiutare i bambini di Shacktown tramite il Club delle ragazze. Poco dopo, Paperino, alla ricerca dei regali per i suoi nipoti con soli cinque dollari, incontra Paperina, che gli espone l'idea dei nipotini e gli comunica che alla raccolta di fondi, per poter rendere felici i bambini e regalare loro un trenino, mancano ancora cinquanta dollari. Paperino viene quindi convinto dalla fidanzata e dai nipoti ad andare da Paperone, per chiedere i cinquanta dollari in beneficenza. Appreso, però, che i soldi erano destinati, in parte, all'acquisto di un trenino, offre venticinque dollari al nipote per la cena, ma solo se riuscirà a reperire in altri modi i restanti venticinque.

Su proposta di Qui, Quo, Qua, Paperino offre i suoi cinque dollari per i regali in beneficenza e fanno anche loro, racimolando 10 dollari. I tre paperetti, Paperina e Paperino si impegnano a loro modo per raccogliere soldi, i primi spalano neve come GM, la seconda vendere i suoi merletti e Paperino, invece, tenta di imbrogliare il ricco zio, travestendosi da Jake de' Paperoni, fratello di Fergus, padre di Paperone. Dal magnate, però, non ricava nulla, anzi il papero pretende che gli venga restituito, con gli interessi, uno scellino che gli aveva prestato in passato.

Per risolvere il problema, i 5 paperi iniziano una raccolta di fondi: prima mettono 10 dollari (5 Qui, Quo, Qua e 5 Paperino, rinunciando, così, ai rispettivi regali), quindi partono per strade diverse nel tentativo di recuperare il denaro mancante.

Nel tentativo di rimediare all'insuccesso, Paperino escogita un nuovo metodo per provare ad imbrogliare lo zio: prende un topo e lo libera nello straripante denaro dello zio e chiede cinque dollari per catturarlo. Una volta catturato, però, infilerà distrattamente la banconota nella tasca in cui aveva messo il topino, che si mangerà così il denaro.

Disperato per aver perso i cinque dollari che ancora mancavano per la beneficenza, si dirige verso il parco e butta in suo cappello da marinaio in terra. Qui subito un passante vi getta un dollaro, credendolo un poveraccio. Poco dopo però, viene scacciato da Paperone che vede in questo stratagemma un'occasione troppo ghiotta per guadagnare qualche spicciolo e non vuole farsela scappare.

Paperino, ancora più sconfortato, si appoggia al fortunato cugino Gastone, appellandosi alla sua fortuna. I due si posizionano sotto una finestra d'albergo, Gastone tende il cappello e subito cade un decino (ventino nella traduzione italiana) che buca il copricapo, sciogliendo la neve sottostante. Qui trova un portafoglio e, dalla ricompensa per la restituzione, preleva i quattro dollari per il cugino.

Paperino, però, gli chiede anche il ventino che, poco prima di andare da Paperina, deposita nella tuba dello zione, ancora in attesa al parco.

Sfortunatamente, quando Paperone getta dal lucernario il ventino nel suo Deposito, la monetina si rivela la classica goccia che fa traboccare il vaso, causando lo sprofondamento degli oltre tre ettari cubici di denaro del ricco magnate nelle caverne sottostanti.

Secondo gli esperti scienziati, è praticamente impossibile recuperare il denaro, e qualsiasi tentativo rischierebbe di far scivolare i dollari verso le sabbie mobili degli strati più interni. Paperone, senza altra speranza, si fa ospitare dal nipote Paperino e, come al solito, non smette di lamentarsi della sua disperata situazione, pur mangiando con gusto ed abbondanza i manicaretti del nipote.

Una mattina, però, i nipotini accennano all'esistenza di un sistema di grotte che da Shacktown si spostano verso la caverna dove è franato il denaro di Paperone.

L'esplorazione porta i paperi fino ad un pertugio, da cui giunge alle narici di Paperone l'amato aroma dei suoi dollarucci, l'unica cosa che ormai gli è rimasta. Qui, Quo e Qua, però, non si perdono d'animo: vanno a recuperare Pipina, la locomotiva giocattolo delle GM e la spingono lungo lo stretto pertugio, riuscendo a recuperare il primo pacco di dollari (un centinaio di banconote da cento dollari), che Paperone, in un incredibile moto di generosità, regala loro prima ancora di sapere quanto i tre sarebbero stati in grado di raccogliere.

Con questa cifra Paperino ed i ragazzi riescono ad organizzare una splendida festa per Shacktown, mentre Paperone, nella grotta, attende che passino i 272 anni, 11 mesi, 3 settimane e 4 giorni necessari per recuperare il denaro.

Questo, almeno, il tempo necessario prima dell'intervento di Archimede (vedi La prima invenzione di Archimede).

La storia Modifica

Pubblicato in una storia di Natale (Il Natale di Paperino sul monte Orso, in Four Color Comics numero 178 il dicembre 1947), Paperone trova, quattro anni più tardi, in Paperino e il ventino fatale, un ruolo adatto alla sua misura. Prefigura quello che sarà nei prossimi mesi. È in questa storia che appare per la seconda volta il suo enorme deposito (dopo il debutto nel dicembre 1951 nella storia Paperino e la ghiacciata dei dollari) chiamato in inglese Money Bin.

La fine della storia porta al lettore a pensare a un logico problema: quando dice che per recuperare i suoi soldi ci avrebbe messo "272 anni, undici mesi, tre settimane e quattro giorni", come avrebbe potuto essere in possesso del suo bottino pochi mesi più tardi in Zio Paperone e la disfida dei dollari, pubblicata per la prima volta in Four Color Comics numero 386 nel 1952?
Don Rosa ci propone la risposta un mezzo secolo più tardi, per celebrare il cinquantesimo anniversario della creazione di Archimede Pitagorico. Nella sua storia La prima invenzione di Archimede (Zio Paperone numero 160 del 2003), mostra il grande inventore con un super-gas elio che solidifica tutto il denaro di Paperone, formando una palla enorme.

Galleria Modifica

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