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Paperinik il Diabolico Vendicatore

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Paperinik il Diabolico Vendicatore
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Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 706-AP
Sceneggiatura:
Disegni:Giovan Battista Carpi
Prima uscita:8-15 giugno 1969

Topolino 706-707

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:60
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Arnoldo Mondadori Editore



"Grazie al corredo di Fantomius... Paperino il perseguitato muore e... dalle sue ceneri nasce Paperinik, il Diabolico Vendicatore!"
La genesi di Paperinik

Paperinik il Diabolico Vendicatore è una storia del 1969 nata da un'idea dell'allora caporedattrice di Topolino Elisa Penna, sceneggiata da Guido Martina e disegnata da Giovan Battista Carpi. In questa storia compare per la prima volta il personaggio di Paperinik, alterego mascherato di Paperino.

TramaModifica

I episodioModifica

A causa di un disguido postale, Paperino riceve l'atto di proprietà (primo premio di una lotteria in realtà vinta dall'antipatico Gastone) di una diroccata villa con parco situata fuori città. Una volta raggiunta Villa Rosa Paperino scopre per caso sotto una poltrona il diario segreto di Fantomius, misterioso ladro gentiluomo a cui apparteneva la villa. Ritornato a casa, dopo aver energicamente rifiutato il solito lavoro degradante offertogli da Zio Paperone, Paperino scopre leggendo il diario la storia della doppia vita di Fantomius ed i marchingegni segreti che questi utilizzava per i suoi colpi.

Lo sfortunato papero decide così di emulare le gesta del fantomatico ladro e vendicarsi delle angherie subite dal ricco zio e dal vincente cugino. Con l'aiuto di Archimede, che senza domandare spiegazioni, inserisce nella 313 gli speciali congegni indicati nel diario, indossato il nero costume di Fantomius, Paperino, autodefinendosi ora Paperinik il vendicatore, incomincia la sua prima tenebrosa impresa.

II episodioModifica

Grazie ai vari trucchi il neo-nato papero mascherato (anche se, in realtà, in questa prima avventura Paperinik non indossa ancora la classica mascherina nera) penetra nella residenza di campagna dello zio, gli sottrae il materasso imbottito di verdi bigliettoni, su cui il ricco papero stava dormendo e si rifugia a Villa Rosa.
Dopo aver a più riprese sbaragliato due poliziotti prima ad un posto di blocco, poi dentro la villa, Paperinik nasconde il materasso nel rifugio segreto dietro il camino mobile e torna a casa.

Il giorno dopo Paperone e i due poliziotti mettono a confronto Paperino e Gastone ma, non essendo sicuri della precisa identità del misterioso ladro con ali di pipistrello, alias Paperinik, decidono di recarsi tutti a Villa Rosa nella speranza di scoprire qualche elemento che possa indicare il colpevole.
Paperino cerca invano di sviare le indagini, ma Gastone grazie alla sua fortuna riesce a scoprire il passaggio segreto ed a trovare il materasso.

La sua fortuna, però, non lo avvisa che la candela che sta utilizzando per farsi luce è in realtà truccata: possiede, infatti, un doppio fondo di dinamite. Vi è un'enorme esplosione che distrugge tutta la villa, ma non i suoi sotterranei, e Gastone viene suo malgrado ritenuto da tutti i presenti il vero colpevole del furto.
Paperino, nel frattempo ritornato a casa, riceve la notizia di quanto è successo e soddisfatto assapora con fare sornione la prima vendetta di Paperinik.[1]

AnalisiModifica

Paperinik il Diabolico Vendicatore.jpg

Paperinik sgomina per la prima volta i poliziotti sulle sue tracce.

Da un punto di vista della congruità temporale suona poco credibile il fatto che Fantomius fosse morto cento anni prima; anche immaginando la storia ambientata lo stesso anno della pubblicazione, è evidente che la seconda metà del 1800 è un periodo da pieno far west per una città della costa ovest degli Stati Uniti, di certo una ambientazione poco adeguata per un ladro con lo stile ed i marchingegni di Fantomius. Marco Gervasio ha infatti ambientato la sua saga Le Strabilianti Imprese di Fantomius ladro gentiluomo, durante i folli anni '20.

Dal punto di vista strettamente moralistico la storia potrebbe lasciare un po' pensierosi i lettori, se infatti Paperone meritava la beffa del materasso, viceversa il pur antipatico Gastone (che comunque si comporta da vero signore nei confronti di un cagnolino abbandonato, preso invece a sassate da Paperino), non solo si vede portare via la villa da lui vinta, ma si ritrova anche alla fine accusato ingiustamente di essere il fantomatico ladro. Gastone in questa storia, si suppone che paghi per tutte le altre volte che si è preso beffe dello sfortunato cugino.

CensureModifica

Nelle varie ristampe successive la storia ha subito numerose censure[2] che hanno ammorbidito le espressioni gergali utilizzate dai personaggi e alterato le metafore di cui essi facevano uso. Questo spesso ha snaturato il senso originale della frase. Tale censura è stata subita anche dalle altre storie del Diabolico Vendicatore.

CuriositàModifica

  • Secondo le indicazioni del disegnatore Giovan Battista Carpi, originariamente Paperinik doveva indossare la classica maschera blu di Fantomius ma per un errore del colorista il papero mascherato rimase a viso scoperto. Nella seconda avventura (Paperinik alla riscossa) si rimediò a questo errore, ma poi dalla terza avventura in poi (Paperinik torna a colpire) si preferì disegnare Paperinik con la classica mascherina nera per differenziarlo dal suo predecessore mascherato.

NoteModifica

  1. Salimbeti.com, il sito ufficiale dedicato al Diabolico Vendicatore.
  2. [1] Censure nella storia Paperinik il Diabolico Vendicatore.
Storia precedente Paperinik il Diabolico Vendicatore Storia successiva
- 8-15 giugno 1969 Paperinik alla riscossa

Paperinik alla riscossa.jpg

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