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La Numero Uno è una moneta dal valore di dieci centesimi di dollaro, coniata nel 1875 e famosa per essere il primo soldino guadagnato da Paperon de' Paperoni nel 1877, quando a soli dieci anni faceva il lustrascarpe a Glasgow, sua città natale.

Paperone ha sempre conservato con premura e affetto il suo primo soldino sino a considerarlo un vero e proprio portafortuna. Infatti nelle storie a fumetti in cui appare, la Numero Uno di solito è custodita in una teca di vetro, appoggiata su un cuscino di velluto rosso, proprio come se fosse un gioiello.

Numero Uno Vera

La Numero Uno di Paperone.

DebuttoModifica

La Numero Uno debuttò sul terzo e ultimo albo della serie Four Color Comics, che dal numero successivo diventò la testata regolare di Uncle Scrooge. Benché il titolo italiano della storia d'esordio, Zio Paperone e la Banda Bassotti, ponga l'attenzione sugli storici nemici del ricco papero, essi sono già alla loro quarta comparsa ed è proprio la piccola monetina ad essere introdotta nell'universo dei paperi.

StoriaModifica

L'idea che Paperone, da bambino, fosse stato un lustrascarpe per i cittadini di Glasgow, fu proposta da Vic Lockman, sceneggiatore di alcune storie di Barks, tra cui Zio Paperone e l'intruso invisibile, in cui viene appunto descritto questo aspetto del passato del personaggio. Tuttavia in tale avventura non si vi è alcun accenno ad eventuali ricompense monetarie, che ricevette il bambino per il proprio servizio. Questo aspetto fu introdotto solo nel 1992 da Don Rosa nella storia L'ultimo del Clan de' Paperoni e nell'episodio bonus Decini e destini.

L'autore del Kentucky, per spigare come mai Paperone, sebbene fosse nato in Scozia avesse guadagnato dieci centesimi di dollari, immaginò che il ricco Howard Rockerduck, padre del futuro avversario di Paperone fosse giunto a Glasgow per una visita d'affari. Il miliardario gettò alcuni spiccioli a dei bambini bisognosi, tra cui vi era anche Matilda, che raccolse il decino e lo diede a suo padre. Egli consegnò la moneta a Burt lo scavafossi, che avrebbe dovuto darla al piccolo Paperone dopo che il piccolo paperotto gli avesse lustrato le scarpe. Fergus, attraverso Burt, ricompensò suo figlio con una moneta fuori conio[1] perché comprendesse che ci saranno sempre dei furbi, pronti a servirsi del duro lavoro altrui.
Il piccolo Paperone apprese la lezione e tenne la monetina per ricordarsi questo duro insegnamento.

La fortunaModifica

Nel 1961 Barks, con la storia Zio Paperone e la fattucchiera introdusse il personaggio di Amelia, che attribuisce alla Numero Uno una valenza magica: la strega napoletana la desidera per compiere un incantesimo che la renderà ricca e potente. Il potere però non deriva tanto dalla moneta in sé, ma dal fatto che essa sia stata la prima guadagnata dal papero più ricco del mondo. Come ben spiegato nella serie televisiva Duck Tales, la moneta possiede "le vibrazioni di ogni affare, di ogni decisione, di ogni dollaro della vita Paperone!".
In Qualcosa di veramente speciale (sempre di Don Rosa, del 1996), Amelia si allea con la Banda Bassotti e Cuordipietra Famedoro per sottrarre a Paperone il decino, ma insorge un problema: dal momento che i suoi alleati hanno rubato tutto il denaro di Paperone, lui non è più ricco, e la moneta è inservibile per l'incantesimo.
Quindi il potere magico della Numero Uno è dovuto al contatto continuo con il suo proprietario e al fatto che lui sia il papero più ricco del mondo, la monetina di per sé non ha alcun potere.

In alcune recenti storie di produzione italiana, anche lo stesso Paperone sembra attribuire alla sua moneta un qualche potere speciale, che addirittura lo porta ad essere insicuro e in piena crisi finanziaria se non ha più con sé il suo prezioso portafortuna. Da una lettura di queste storie sembra che tutta la ricchezza di Paperone sia dovuto più al suo amuleto che non al suo impegno. Ciò si pone in contrasto con quanto affermato nelle storie di Don Rosa, laddove Zio Paperone (cfr. Il papero più ricco del mondo) smentisce con veemenza le voci, riferitegli da un curioso Paperino, che il decino sia un potente portafortuna e che Paperone attribuisca ad esso le origini del suo successo.

Comunque, nella successiva La prima invenzione di Archimede Zio Paperone viene costretto ad ammettere, sia pur non esplicitamente, che la Numero Uno rappresenta per lui ciò che Edi rappresenta per Archimede Pitagorico: laddove né Edi né la Numero Uno sono direttamente responsabili del genio di Archimede e della ricchezza di Paperone, essi agiscono come costante ricordo delle loro capacità e possibilità, dai quali trarre ispirazione e conferma di poter eccellere nei propri rispettivi campi. Nonostante dunque Paperone ami ogni singola moneta nel suo Deposito allo stesso modo, la Numero Uno rappresenta la prova di aver mantenuto la sua promessa infantile di ricchezza ed onestà.

Traduzioni italianeModifica

Numero1

Numero Uno stampata dalla Zecca di Stato italiana nel 1993

Carl Barks precisò sin dalla prima storia, che la monetina era un decino, ossia una moneta dal valore di dieci centesimi di dollaro. Quando l'avventura uscì in Italia su Topolino 81[2], il traduttore scelse di presentarla come un ventino, per adattarsi anche alla precedente traduzione della storia Paperino e il ventino fatale, sempre di Barks.

Secondo il saggista Luca Boschi[3], anche se la traduzione italiana non rispettava la volontà di Barks, tale pezzo di valuta era più indicato ad essere la prima moneta di Paperone per ragioni storiche. I ventesimi di dollaro circolarono proprio nella seconda metà dell'Ottocento, ma ebbero vita brevissima e uscirono definitivamente dal corso legale nel 1878, solo tre anni dopo essere stati introdotti, diventando una vera e propria rarità per la numismatica statunitense. Howard Rockerduck quindi avrebbe gettato uno di quei rarissimi pezzi al giovane Paperone nel 1877, un anno prima che perdessero di valore, e questo giustificherebbe la rarità unica della monetina.[4]

Nel 1972 la traduzione italiana si modificò nuovamente e dalla storia Zio Paperone e la grande caccia al cent la Numero Uno fu indicata come una monetina dal valore di un centesimo. Tale scelta fu fatta da Gian Giacomo Dalmasso allora supervisore delle storie Disney, ma ancora oggi non se ne comprende ancora il motivo. Tale traduzione è stata mantenuta per molto tempo e ancora nel 1993 la L'Istituto Poligrafico e Zecca di Stato italiano, realizzò per la Walt Disney Italia, una prestigiosa moneta da collezione dal valore di un cent.

Negli anni duemila il valore della monetina è stato infine tradotto correttamente in dieci centesimi o decino, così com'era indicato nelle storie di Barks.

NoteModifica

  1. La Numero Uno è un decimo di dollaro, mentre in Scozia, come in tutta la Gran Bretagna come valuta si usa la sterlina.
  2. [1] Storie pubblicate su Topolino 81
  3. [2] Approfondimento sulla Numero Uno pubblicato su Disney Anni d'Oro #24
  4. [3] Ventesimo di dollaro

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