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Massimo De Vita

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Disambigua Disambiguazione – Se stai cercando l'autore disneyano padre di Massimo De Vita, vedi Pier Lorenzo De Vita.


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Massimo De Vita
Massimo De Vita.jpeg
Informazioni generali
Nazionalità:Italiana
Codice Inducks:MDV
Data di nascita:29 maggio 1941 (Milano)
Campi:Disegnatore, talvolta sceneggiatore
Prima storia:Paperino e la storia romana

5 novembre 1961

Lavori
Personaggi creati:
Lavori maggiori:
Vita privata
Parenti:


Massimo De Vita (Milano, 29 maggio 1941) è un disegnatore di fumetti Disney che si è specializzato soprattutto sull'Universo dei topi.

È noto per aver realizzato, principalmente assieme allo sceneggiatore Giorgio Pezzin, alcune tra le più importanti saghe pubblicate su Topolino tra gli anni ottanta e novanta.

BiografiaModifica

EsordioModifica

Figlio del disegnatore Pier Lorenzo De Vita, Massimo, frequenta il Liceo Artistico e a soli diciassette anni inizia a collaborare con lo studio di animazione dei fratelli Pagot per la realizzazione di cortometraggi pubblicitari.

Nel 1959 entra nella redazione di Topolino e fino al 1962 lavora come grafico, impaginatore, e copertinista per i periodici Mondadori. Dopo aver collaborato con il padre per alcune storie, come per esempio Paperino e il cane dollarosus, debutta come disegnatore disneyano con Paperino e la missione intercontinentale[1]

Graficamente De Vita imposta il suo stile su quello di Carl Barks per i Paperi e su quello di Paul Murry per i Topi[1], anche se in seguito rende il suo tratto sempre più personale e riconoscibile. Dal 1965 inizia a cimentarsi anche nella stesura di sceneggiature, impresa che culminerà negli anni ottanta nella realizzazione della Saga della Spada di Ghiaccio, uno tra i suoi massimi capolavori.

In questo periodo lavora principalmente sulla sceneggiatura dei Fratelli Barosso, Osvaldo Pavese e Ennio Missaglia, ma nella seconda metà degli anni sessanta aumenta la sua collaborazione con Rodolfo Cimino e Guido Martina, per quest'ultimo aveva già realizzato una storia nel 1964[2].
Una tra le prime produzioni di De Vita degna di nota è proprio realizzata in collaborazione con il Professore piemontese: Zio Paperone e la spada di Damocle del 1970.

Anni settantaModifica

Guido Martina e PaperinikModifica

Paperinik 3.jpg

Paperinik disegnato da De Vita

Nel 1969 Martina aveva ideato il suo personaggio più famoso di sempre: Paperinik. Dopo aver realizzato le prime avventure assieme a Giovan Battista Carpi e Romano Scarpa, strinse un sodalizio artistico proprio con il giovane e promettente De Vita. Massimo utilizzò per la prima volta il personaggio di Paperinik nel 1971 con la storia Il doppio trionfo di Paperinik, quarta avventura del papero mascherato[3]. Negli anni settanta furono venti le avventure prodotte dal duo Martina-De Vita in cui era protagonista il Diabolico Vendicatore e tra queste bisogna ricordare Paperinik e la bella addormentata (1972), Paperinik e il Castello delle Tre Torri (1972) e Paperinik allo sbaraglio (1973).

È in queste avventure che Martina e De Vita avviano un processo di rimodellamento del maggiordomo di Rockerduck, personaggio introdotto negli anni settanta dalla scuola italiana, ma mai definito completamente[4]. Nelle storie Paperinik e il tallero di Barbanera e Paperinik e il binocolo di scappamento i due autori definiscono il nome definitivo il nome (Luscky) e l'aspetto fisico.

In quegli anni per Guido Martina, De Vita realizza la storia a puntate Il segreto del totem decapitato assieme ad artisti già affermati come Scarpa, Carpi e Guido Scala.

L'incontro con PezzinModifica

Nel 1975 De Vita è uno dei più talentuosi e promettenti disegnatori Disney italiani, quando conosce il quasi coetaneo sceneggiatore Giorgio Pezzin. Tra i due si crea subito un'affinità umoristica e una stima reciproca che trascende le pagine del fumetto Disney e la semplice collaborazione lavorativa e che li porterà a realizzare storie fondamentali della produzione Disney italiana.

La prima storia firmata dal giovane duo è Zio Paperone e la corsa all'avorio[5] e subito iniziano a spaziare sulle novità Disney dell'epoca confrontandosi con Paperinik (Paperinik e la rivolta dei mariti) e Topolino Kid (Topolino Kid e la miniera Pippolini).

Anni ottanta: Grandi sagheModifica

Saga macchina del tempoModifica

Lente.png Per approfondire, vedi la voce Saga della macchina del tempo.

Ben presto De Vita non si accontenta più dell'ormai consolidato panoramama disneyano e inizia ad arricchirlo con personaggi di sua creazione. Il primo tra questi è Zapotec, importante archeologo di Topolinia, che viene introdotto nella storia Topolino e l'enigma di Mu (1979), per la quale De Vita cura sia la sceneggiatura che i disegni. Negli anni successivi De Vita realizza altre tre avventure in cui compare il professore, tra cui Topolino e la città di Psathura. Poi nel 1985, in collaborazione con lo sceneggiatore Bruno Concina, realizza la storia Topolino e il segreto della Gioconda con cui viene introdotto Marlin, l'amico e collega di Zapotec. Questa storia a fumetti è considerata la prima avventura della Saga della macchina del tempo[6], ciclo di storie in cui Topolino e Pippo vengono inviati nel passato dai due professori per far luce su alcuni misteri della Storia.

La saga diviene subito patrimonio condiviso della scuola Disney italiana e molti artisti si divertono a scrivere avventure con Pippo e Topolino che investigano nel passato. Tra questi c'è anche, il già citato, Giorgio Pezzin che nel 1985 realizza assieme a De Vita la storia Topolino e gli enigmi del tempo, quarta avventura della saga, che isituì i canoni della serie, come il classico atterraggio doloroso al termine del viaggio del tempo e l'apparecchio con cui i navigatori si spostano nel passato[7].

Nonostante sia stato uno degli ideatori, De Vita abbandona dopo alcuni anni la sua opera, lasciando che siano altri autori a portarla avanti. L'ultimo episodio disegnato da De Vita fu Topolino e la piramide impossibile del 1991[8], una sola eccezione è stata fatta nel 2008 quando, su sceneggiatura di Stefano Enna ne realizza un altro[9]. Tra le storie più apprezzate di questa saga bisogna ricordare Topolino e la leggenda del panettone (1986), Topolino e l'Atlantide continente perduto (1987) e Topolino e l'intruso spazio-temporale (1987).

Saga della Spada di ghiaccioModifica

Lente.png Per approfondire, vedi la voce Saga della Spada di ghiaccio.
Principe delle Nebbie.jpg

Il Principe delle Nebbie principale antagonista della Saga della Spada di Ghiaccio

La saga della Spada di ghiaccio è sicuramente la più importante opera creata da De Vita. È composta da tre episodi usciti usciti tra il 1982 e il 1985 in corrispondenza delle feste natalizie, di cui De Vita curò sceneggiatura e disegni più un quarto uscito nel 1993 a dieci anni di distanza dal primo, in cui De Vita si fece aiutare da Fabio Michelini.

Si tratta di una serie fantasy in cui Topolino e Pippo vivono una serie di avventure epiche nelle leggendarie Terre dell'Argaar, in compagnia di guerrieri medioevali e animali straordinari.
La principale novità che all'epoca contraddistinse fin da subito l'opera di De Vita dalle altre storie dell'universo dei topi, fu quella di rendere Pippo il protagonista della saga e Topolino la sua spalla, un'inversione dei ruoli che all'epoca non era stata ancora sperimentata, e che in seguito venne ripresa da numerosissimi autori.

In questo decennio De Vita collabora soprattutto con gli sceneggiatori Giorgio Pezzin, Massimo Marconi e Bruno Concina.

Anni novanta: Grandi SagheModifica

All'inizio del decennio De Vita, in collaborazione con Franco Valussi disegna la storia Alla ricerda della pietra zodiacale, divisa in dodici puntate, una per ogni segno zodiacale e lunga 347 pagine. Essa rappresenta la storia più lunga mai pubblicata su Topolino[10]

In quegli anni si avvicina anche a Indiana Pipps, il nuovo personaggio ideato da Bruno Sarda nel 1988 e anche oggi continua a disegnare storie per l'archeologo dell'avventura. Inoltre continua a disegnare avventure con protagonista il papero mascherato, facendolo scontrare con personaggi che sono diventati nemici storici dell'eroe come Spectrus e Inquinator. In questi anni inoltre rinnova la collaborazione con Giorgio Pezzin

Topolino e i signori della galassiaModifica

Lente.png Per approfondire, vedi la voce Topolino e i signori della galassia.

Sui numeri di Topolino 1883-84 viene pubblicata la storia Contatto con la Terra, primo capitolo della una nuova saga Topolino e i Signori della Galassia, che si ispira notevolmente all'opera Guerre stellari di George Lucas.
Questa volta De Vita non si occupa della sceneggiatura, che lascia in mano a Giorgio Pezzin. L'autore veneziano però utilizza il medesimo espediente di cui si era servito De Vita nella Saga della Spada di Ghiaccio, infatti ripropone uno scambio dei ruoli tra Topolino e Pippo, incentrando l'azione proprio su quest'ultimo.
Inizialmente composta da due soli episodi, la saga viene successivamente allungata con altri due, che però non sono stati disegnati da De Vita, ma da Sergio Asteriti e Giuseppe Della Santa.

C'era una volta... in AmericaModifica

Lente.png Per approfondire, vedi la voce C'era una volta... in America.
C'era una volta in America.jpg

Pippo e Topolino nella saga C'era una volta... in America

Negli anni novanta De Vita realizza, sempre in collaborazione con Pezzin, un'altra grande saga intitolata C'era una volta... in America. I due autori secondo il motto C'era un Topolino in ogni fatto cruciale che ha fatto grande l'America, creano un susseguirsi di storie autoconclusive che ripercorrono la storia degli Stati Uniti d'America. La saga spazia dalla colonizzazione americana da parte dei padri pellegrini, al mitico west e delle ferrovie trascontinentali, per arrivare sino ai mitici anni trenta e alla nascita del cinema, dove la serie si conclude.

De Vita disegna dodici dei quattordici episodi che compongono la serie, gli altri due sono disegnati da Silvia Ziche e Fabrizio Petrossi.

Tops StoriesModifica

Lente.png Per approfondire, vedi la voce Tops Stories.

L'ultima saga a cui De Vita collabora con Pezzin negli anni novanta è Top Stories, un ciclo di avventure il cui protagonista è Top de Tops un archeologo dell'avventura vissuto nell'ottocento, che presenta molte affinità con Indiana Pipps.
Topolino trova i diari segreti di questo suo antenato in soffitta e comincia a leggerli. Le avventure che l'esploratore racconta sono sempre ai limiti dell'inverosimile tanto che ogni volta lo stesso Top de Tops non sa se le ha vissute veramente o soltanto sognate. La saga è composta da dodici avventure tutte realizzate dalla coppia De Vita-Pezzin tra il 1999 e il 2002.

Dopo la conclusione della saga De Vita collabora ancora un'unica volta con Pezzin realizzando Topolino e il promontorio delle nebbie nel 2003, dodiché i due non hanno sviluppato più alcuna collaborazione.

Abbandono del mondo dei paperiModifica

Col tempo De Vita comincia ad apprezzare sempre meno uno dei due tipici "mondi" del fumetto disneyano, ovvero quello dei paperi. Afferma infatti di non riuscire a capirne i personaggi, nonostante avesse in passato scritto molte storie con essi protagonisti.

Nel 1996 pubblica la sua ultima storia avente come soggetto i paperi, Zio Paperone e i guardiani del tempo (sceneggiatura di Carlo Gentina). Da allora non disegnerà più storie con i personaggi di Paperopoli, se si esclude la partecipazione a Zio Paperone e l'incredibile avventura di capodanno, dove, come numerosi altri disegnatori, realizza una singola tavola della storia.

Tuttavia, in occasione del compleanno di Paperino su Topolino 3054, De Vita disegna i paperi per una serie di cinque Gulp, su sceneggiatura di Massimo Marconi[11], iniziativa che i due autori ripropongono per Topolino 3083, l'albo speciale natalizio del 2014[12]

Anni duemilaModifica

All'inizio del nuovo millenio De Vita in collaborazione con Bruno Sarda crea un altro membro della famiglia di Topolino: lo zio Jeremy Mouse, un cacciatore di tesori giramondo, che non sempre si serve di metodi onesti e puliti per arrivare alla meta. Ancora oggi De Vita e Sarda si occupano di questo personaggio.

De Vita è anche uno dei primi disegnatori a cui viene assegnata una sceneggiatura di Casty, il nuovo talentuoso artista della Walt Disney Company Italia. Fino a oggi per l'autore goriziano ha realizzato tredici avventure a fumetti tra cui bisogna ricordare Topolino e le bizzarrie di Neoville (2003), Topolino e il magnifico Doppioscherzo (2004) e soprattutto l'acclamata Topolino e le regolissime del Guazzabù (2005), ritenuta, dopo la Saga della Spada di Ghiaccio, la migliore storia di De Vita[13]. Uno dei personaggi di cui si sta occupando di più in quest'ultimo periodo è Indiana Pipps, disegnando le storie scritte da Bruno Sarda, il creatore dell'archeologo del mistero.

CuriositàModifica

Il disegnatore compare personalmente (sebbene non ne venga mostrato il volto) nella storia Topolino e la Bella Addormentata nel cosmo, grazie ad un trucco metafumettistico.

NoteModifica

  1. 1,0 1,1 [1] Massimo De Vita - Topolino.it
  2. [2] Zio Paperone e il cemento "Supercemento" - 164
  3. [3] Il doppio trionfo di Paperinik - 1971
  4. [4] Paperinik Appgrade #23 pag 168, editoriale di approfondimento
  5. [5] Zio Paperone e la corsa all'avorio -1975
  6. [6] Topolino e il segreto della Gioconda - 1985
  7. [7] Topolino e gli enigmi del tempo - 1985
  8. [8] Saga della macchina del tempo - INDUCKS.org
  9. [9] Topolino e i sosia dei mari del sud - 2008
  10. [10] Alla ricerca della pietra zodiacale - 1990
  11. [11] Topolino 3054 - INDUCKS.org
  12. [12] Topolino 3083 - INDUCKS.org
  13. [13] Migliori storie di De Vita - INDUCKS.org

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