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Il mio settimo milione
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Informazioni generali
Codice Inducks:I TL 2705-3
Sceneggiatura:Fausto Vitaliano
Disegni:Giuseppe Dalla Santa
Prima uscita:2 ottobre 2007,

Topolino 2705

La storia
Personaggi principali:
Numero pagine:29
Lingua originale:Italiano
Casa editrice:Walt Disney Italia



Il mio settimo milione è una storia scritta da Fausto Vitaliano e disegnata da Giuseppe Dalla Santa, pubblicata su Topolino n.2705 del 2 ottobre 2007. La storia racconta come Paperon de' Paperoni è riuscito a guadagnare il suo settimo milione di dollari grazie al mercato delle crociere.

TramaModifica

Da Nonna PaperaZio Paperone mostra ai famigliari la foto che celebra il guadagno del suo settimo milione. La foto mostra lo Zione in un tribunale, nel banco degli accusati e con un sorriso sul becco, malgrado abbia perso la causa! La cosa sorprende un po' i parenti e Paperone spiega che tutto cominciò quando si lanciò nel business delle crociere con la nave Il dollaro.

Tuttavia i turisti sono ben poco soddisfatti dai viaggi offerti da Paperon de' Paperoni, infatti durante il viaggio si vede soltanto un gruppo di scogli e poco altro, senza contare che la nave di Paperone lascia molto a desiderare. Così tutti i clienti dello Zione preferiscono andare sulla nave Ganhass, di proprietà del concorrente di nome Stiv O'Ship. Al club degli armatori O'Ship non esita a deridere Paperone e dopo un ennesimo battibecco lo Zione decide di mettere a tacere il suo rivale proponendo una crociera che porterà i turisti in una destinazione mai raggiunta prima: l'arcipelago delle Antipodes! 

Le Antipodes sono un gruppo di isole del Golfo del Messico, leggendarie per i loro uccelli marini, i Guanandos. Tuttavia per raggiungere quelle isole è necessaria la circumnavigazione completa del Sud America, che è un'impresa rischiosa e lunghissima. Paperone non si arrende e trova una soluzione: infatti in Centro America esiste un fiume, il Dequì Alì, che permette l'attraversamento del continente dalla costa ovest a quella est!

La notizia della crociera nelle Antipodes si diffonde in fretta e Paperone vende moltissimi biglietti. Il dollaro parte per il Dequì Alì, ma una brutta sorpresa attende lo Zione. Infatti il fiume è in secca da almeno centocinquant'anni, ma la cosa non era segnata nelle vecchissime carte nautiche di Zio Paperone! Il magnate non si arrende e decide di far passare la nave nel letto del fiume su dei tronchi, ma quando è vicinissimo alle Antipodes i passeggeri lo abbandonano.

Tornato in patria Zio Paperone rimborsa i biglietti, ma ha un'idea esplosiva. Qualche giorno dopo lo Zione annuncia alla stampa la volontà di realizzare uno stretto in Centro America che eviterà la circumnavigazione del Sud America per raggiungere le Antipodes! Ovviamente l'attraversamento dello stretto sarà a pedaggio e i lavori finiranno entro un mese. O'Ship, sbalordito dall'impresa, riesce ad essere il primo ad attraversare il canale con la sua nave.

Il giorno della partenza Paperone saluta O'Ship e gli annuncia l'intenzione di ritirarsi dagli affari marittimi e che le Antipodes sono di sua proprietà! Infatti, quando lo Zione era rimasto solo sul Dollaro, approfittò dell'occasione per visitare il famoso arcipelago. Lì incontrò un indigeno di nome Osvaldo, che in cambio di due tappi di sughero gli cedette tutto le isole, di proprietà della sua famiglia da molte generazioni.

La Ganhass parte per lo stretto e l'ingeniere De Pànam confessa a Zio Paperone le sue preoccupazioni per lo stretto, che è troppo stretto per una nave come la Ganhass. Paperone non dà ascolto all'ingeniere e aspetta l'arrivo della nave. La Ganhass entra nello stretto e, come previsto da Pànam, rimane incastrata nel canale. O'Ship, furioso, promette querela allo Zione. In tribunale Paperone viene dichiarato colpevole e costretto dal suo rivale a cedere la proprietà delle Antipodes. Tuttavia lo Zione riesce a farsi cedere la Ganhass da O'Ship, in quanto il rivale ha in riserva una nuova grandiosa nave, la Ganhasson, che può circumnavigare il Sud America.

Contrariamente a quello che si può pensare, non è lo Zio Paperone a perdere in tutta questa faccenda: infatti, quando il magnate visitò le Antipodes, egli scoprì che i mitici uccelli Guanandos fanno un baccano tale a costringere il vecchio padrone dell'arcipelago, Osvaldo, a dover sempre urlare! Ciò non soltanto spiega perché Osvaldo aveva ceduto le Antipodes per soltanto due tappi di sughero, ma anche perché lo Zione non era affatto dispiaciuto a cedere l'arcipelago. Così l'acquisto di O'Ship si rivela un gigantesco flop, mentre Paperone, sfruttando la Ganhass incastrata nello stretto, inventa la crociera immobile, che gli permette di guadagnare il suo settimo milione!

Siamo di nuovo da Nonna Papera e Paperino dubita su quanto sia vero il racconto di Zio Paperone. Lo Zione, che sospettava una reazione simile, distribuisce ai parenti (tranne a Paperino) delle cuffie. Paperone fa entrare nella stanza Osvaldo, il famoso vecchio proprietario delle Antipodes, che assorda Paperino con le sue urla!

RistampeModifica


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