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Don Rosa

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Gioachino Keno Don Hugo Rosa
Don rosa.jpg
Informazioni generali
Nazionalità:statunitense
Data di nascita:29 giugno 1951 (Kentucky)
Campi:disegnatore e sceneggiatore
Prima storia:Zio Paperone e il figlio del sole (1987)
Lavori
Personaggi creati:
Lavori extra-Disney:

serie a fumetti dedicata al personaggio Captain Kentucky

Vita privata



Gioachino "Keno" Don Hugo Rosa (Louisville, 29 giugno 1951), meglio noto come Don Rosa, è un autore di fumetti riguardanti le avventure nell'universo dei paperi. E' il famoso autore della Saga di Paperon de' Paperoni, considerata una delle più belle opere Disney (e non) mai scritta.

Da molti considerato l'erede di Carl Barks per la sua specializzazione appunto nelle storie riguardanti i paperi e per il suo fantastico stile d'impostazione sia dal punto di vista grafico che narrativo.

Origine del nomeModifica

Il suo primo nome, Keno, è stato ereditato dal nonno Gioachino Rosa, emigrato negli Stati Uniti da Maniago, una cittadina in provincia di Pordenone all'inizio del XX secolo: questi aveva accorciato il suo nome prima in Chino e poi in Keno per renderne più semplice la pronuncia in inglese. L'artista non ha mai nascosto il suo amore per l'Italia ed anzi è sempre andato orgoglioso delle sue radici e conserva ancora numerosi cimeli del nonno italiano, tra i quali un baule, che è diventato quasi un marchio di fabbrica, inserito anche nelle sue storie (è il baule pieno di adesivi e ricordi di Zio Paperone). Il secondo nome, invece, è un'eredità del padre, Hugo Rosa.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

Drosa.jpg

Don Rosa in Finlandia nel 1999, mentre disegna per i fan (si riconosce il becco di un papero)

Don Rosa ha sempre amato disegnare: imparò a disegnare fumetti prima di imparare a scrivere. Considerava tuttavia i disegni semplici illustrazioni per poter raccontare una storia. I suoi fumetti preferiti durante la sua crescita furono ovviamente "Uncle Scrooge" della Western Publishing e "Superman" della DC Comics. Si iscrisse all'Università del Kentucky nel 1969 e si laureò nel 1973 con un "Bachelor of Arts" in ingegneria civile, deciso a portare avanti l'azienda del padre.

Primi lavoriModifica

Il suo primo vero lavoro fumettistico fu una striscia che vedeva protagonista il suo personaggio, Lancelot Pertwillaby. Questa striscia venne creata nel 1971 per il Kentucky Kernel, il giornale dell'Università del Kentucky che voleva delle strisce fumettistiche di satira politica. L'Università gli permise più tardi di pubblicare avventure di Lancelot Pertwillaby e Don disegnò la storia "Persi nelle (altre parti delle) Ande". Dopo la laurea, Don iniziò a lavorare nell'azienda di famiglia Keno Rosa Tile Company (produttrice di ceramiche), ma continuò a disegnare fumetti come secondo lavoro. Il 6 ottobre 1979 la rivista Louisville Times cominciò a pubblicare la striscia di sua creazione "Captain Kentucky" (un super eroe, alter ego di Lancelot Pertwillaby). Dopo circa 150 episodi, nel 1982 la striscia terminò e Don smise di disegnare fumetti per quattro anni.

Le sue opere non disneyane sono state pubblicate nel 2001 per la casa editrice norvegese Gazette Bok e nel 2005, in Italia, la Andamar Press ha pubblicato il primo volume di Capitan Kentucky.

La collaborazione con la GladstoneModifica

Nel 1985 Don Rosa trovò un fumetto Disney pubblicato dalla Gladstone (la prima casa editrice a pubblicare i fumetti Disney dopo gli anni settanta) nella vetrina di una piccola fumetteria e lui, che fin dall'infanzia era un appassionato di fumetti Disney e un grande fan del fumettista Carl Barks (1901-2000), immediatamente contattò l'editore, Byron Erickson e si presentò come l'unico Americano nato per scrivere e disegnare le storie di Zio Paperone. Byron chiese a Don Rosa di produrre e consegnargli una storia e questi iniziò a scrivere e disegnare la sua prima storia con i paperi: Zio Paperone e il figlio del sole.

Don Rosa lavorò per la Gladstone fino al 1989, quando si licenziò perché la Gladstone non gli voleva restituire le tavole originali delle sue storie. Questo era inaccettabile per Don Rosa perché le tavole gli servivano per venderle: senza i proventi delle vendite delle tavole, infatti, faticava ad arrivare a fine mese. Dopo aver realizzato alcune storie per la casa editrice olandese Oberon, venne assunto dagli editori di un giornale a fumetti americano di nome DuckTales (che pubblicava le storie dell'omonimo cartone animato). Don scrisse solo una storia per questa casa editrice (Back in Time for a Dime), poi interuppe la sua collaborazione.

La collaborazione con l'EgmontModifica

In seguito Don Rosa scoprì che la casa editrice danese Egmont (allora Gutenberghus) stava ristampando alcune sue storie e ne voleva di più. Don venne quindi assunto alla Egmont nel 1990, insieme a Byron Erickson, il suo ex editore alla Gladstone.

La Saga di Paperon de' PaperoniModifica

Nel 1991 l'Egmont gli commissionò la realizzazione della Saga di Paperon de' Paperoni (The Life and Times of $crooge McDuck), la sua opera più importante. Il lungo progetto racconta, in diciotto corposi capitoli, la vita e le opere di Paperon de' Paperoni, basandosi su un lungo lavoro di ricerca e documentazione sulle opere di Carl Barks (il padre di buona parte della famiglia dei paperi e in particolare di Zio Paperone), e di altri importanti autori, creando una saga unica, fedele e curatissima nei minimi particolari.

Per svolgere l'intero lavoro, commissionato dall'editrice danese Egmont, Rosa ha impiegato anni di studio e raccolta del materiale, per poi cimentarsi nella lunga saga di ben 212 tavole, che è costata altri due anni di lavoro per essere disegnata. La saga viene terminata ufficialmente con la prigioniera del fosso dell'agonia bianca, pubblicata nel 2006. In totale, quindi, la documentazione, la sceneggiatura e il disegno dei diciotto capitoli ufficiali ha occupato un arco di tempo di ben quindici anni.

La stesura di quest'opera titanica e di numerose storie correlate hanno reso Don Rosa il più importante artista Disney dai tempi di Carl Barks, da lui venerato, del quale è generalmente considerato in qualche modo l'erede, perlomeno dal punto di vista narrativo.

Il ritiroModifica

Nel 2008 Don Rosa viene operato agli occhi e, il 2 giugno dello stesso anno, nel corso di un'intervista a Danish Komiks.dk fair, Don Rosa dichiara di volersi ritirare. Nel 2012 subisce un altro intervento agli occhi, rimandato in precedenza il più possibile, in quanto come detto dall'autore:" Azzera la sua abilità di disegnare qualcosa di pubblicabile, poiché elimina ciò che resta della mia chiara visione da vicino. Ma spero che in qualche mese (se mi sarà permesso) io possa provare ad ottenere degli occhiali speciali, che ripristinerebbero almeno una parte di questa abilità"[1].

Il 13 febbraio 2013, Don Rosa, dichiara ufficialmente il suo ritiro da autore Disney, come possibile leggere nel suo sito[2]. Tra i tanti motivi, il più rilevante, è per i diritti della Disney, infatti i suoi problemi alla vista sarebbero un elemento secondario. Come da lui scritto non gli venivano pagati i diritti per le ristampe e molte altre cose[3].

Don Rosa ha recentemente realizzato la copertina dell'album Music Inspired by the Life and Times of Scrooge del musicista finlandese Tuomas Holopainen, che si ispira alla Saga di Paperon de' Paperoni.

D.U.C.K.: la dedica di Don Rosa a Carl BarksModifica

(EN)

"I say (and I am not the first) Carl Barks is the greatest storyteller of the 20th century. And notice I did not include the word "arguably." If you disagree with that, you are simply wrong. He was born early in the first year of that century, and he died in his 100th year of life during the final year of that century. It was his"
Don Rosa


"Per me Barks (e non sono certo il primo ad affermarlo) è il più grande narratore del XX secolo. E non ho detto la parola "probabilmente". Chi non è d'accordo, si sbaglia. È nato all'inizio del secolo ed è morto, nel suo centesimo anno di vita, durante l'anno finale di quel secolo. Che è stato il suo"
Don Rosa

In quasi tutte le sue storie si può trovare nella prima tavola (solitamente nella vignetta d'apertura) una dedica proprio al maestro Carl Barks che, a detta di Rosa stesso, gli ispira ogni singola tavola.

La dedica consiste in una sigla, "D.U.C.K.", che non solo significa "papero" in inglese, ma è anche l'acronimo di Dedicated to Uncle Carl by Keno, ovvero "Dedicato allo zio Carl da Keno", dove Keno è il secondo nome di Rosa. La sigla è solitamente camuffata nel disegno (le vignette di Rosa sono dettagliatissime, cosicché trovare la sigla risulta estremamente difficile) per evitare di rompere l'armonia dell'illustrazione (e per scampare alle modifiche degli editor che curano le sue storie).

I corti di Don RosaModifica

I corti del cartoonist statunitense sono per la maggior parte scritti da lui stesso. Questi corti seguono un po' lo schema usato da Carl Barks in questo genere. I corti di quest'ultimo però sono di più anche perché esistono esempi anche non-disneyani. Perciò i corti di Don Rosa sono molto influenzati di caratteri unici che caratterizzavano Barks, il fatto di interpretare l'avarizia e la tirchieria di Paperone come essenza stessa dell'humor che caratterizzerà infine la tavola (o le tavole) autoconclusive.

StorieModifica

Qui di seguito l'elenco delle storie del cartoonist statunitense non appartenenti alla saga, pubblicate in italiano su Zio Paperone (tra parentesi, il numero della rivista):

Collegamenti esterniModifica

NoteModifica

  1. Come spiegato dall'autore stesso nella pagina relativa su Papersera.net
  2. http://career-end.donrosa.de/, il sito è in inglese
  3. http://www.comicsblog.it/post/69931/don-rosa-lautore-italoamericano-si-ritira-a-vita-privata, articolo italiano riguardante il ritiro di Don Rosa.

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